Fatsia japonica
- gabriellacalderisi
- 19 ago 2025
- Tempo di lettura: 7 min
Descrizione Fatsia japonica
La Fatsia japonica è una pianta sempreverde originaria del Giappone e di altre regioni temperate dell’Asia orientale. È apprezzata per il suo aspetto decorativo e per la facilità con cui si adatta a diversi ambienti, sia interni che esterni.
Si presenta come un arbusto robusto, con foglie molto grandi, lucide e di colore verde intenso. La forma palmata delle foglie, con lobi profondi, conferisce alla pianta un aspetto distintivo e ornamentale.
La Fatsia japonica cresce bene in zone ombreggiate o semiombreggiate e tollera la scarsa luce, motivo per cui è spesso utilizzata anche come pianta da interno. In autunno produce piccoli fiori bianco-crema riuniti in infiorescenze sferiche, seguiti da bacche scure.
Dal punto di vista della manutenzione, è una pianta poco esigente. Richiede annaffiature regolari, evitando ristagni idrici, e si sviluppa meglio in terreni fertili e ben drenati.
Grazie alla sua versatilità, la Fatsia japonica trova impiego in giardini ombrosi, cortili, terrazzi e ambienti domestici.
Nel tempo, sono state selezionate diverse varietà che si distinguono per forma, colore e portamento, offrendo soluzioni decorative adatte a ogni tipo di ambiente.
Una delle varietà più affascinanti è la Fatsia japonica ‘Spider’s Web’, caratterizzata da foglie verde scuro punteggiate da variegature bianche che ricordano una ragnatela.
La sua crescita è piuttosto lenta, il che la rende perfetta per la coltivazione in vaso, sia in interni che in giardini ombreggiati.
Segue la Fatsia japonica ‘Variegata’, una varietà che si distingue per le foglie dai bordi bianco-crema, capaci di donare un tocco di eleganza e leggerezza.
Per chi ha spazi ridotti o desidera una pianta compatta, la Fatsia japonica ‘Moseri’ rappresenta una scelta eccellente.
La Fatsia japonica ‘Annelise’ si distingue per le sue foglie verde smeraldo punteggiate da macchie gialle, che le conferiscono un aspetto vivace e tropicale. È perfetta per chi desidera introdurre un elemento di contrasto cromatico nel giardino.
Un’altra varietà interessante è la Fatsia japonica ‘Aurea’, dalla crescita lenta e dalle foglie variegate con sfumature gialle.
Infine, la Fatsia japonica ‘Marginata’ che si presenta con foglie dai margini bianchi e lobi profondi, mentre il centro è di un elegante grigio-verde. Il suo portamento raffinato e la colorazione sobria la rendono ideale per ambienti moderni e minimalisti.

Coltivazione
Oltre alla bellezza, la Fatsia japonica offre anche una straordinaria facilità di cura: è resistente, poco esigente e tollera bene gli sbalzi di temperatura, purché non si scenda sotto lo zero per lunghi periodi. La sua adattabilità la rende ideale anche per chi è alle prime armi con il giardinaggio o per chi desidera una pianta ornamentale che richieda poche attenzioni ma offra grandi soddisfazioni.
La Fatsia japonica è una pianta estremamente versatile, capace di adattarsi a una varietà di ambienti, sia interni che esterni. In giardino, trova la sua collocazione ideale nelle zone ombreggiate, dove altre piante spesso faticano a prosperare.
Questa pianta si presta magnificamente anche alla coltivazione in appartamento, dove può diventare un elemento decorativo di grande impatto. Una veranda luminosa, non esposta direttamente ai raggi solari, rappresenta una soluzione perfetta per garantire alla Fatsia japonica le condizioni ottimali di crescita.


Terreno
Il terreno ideale per la Fatsia japonica deve essere ben drenato, ma allo stesso tempo ricco di sostanza organica. E' consigliabile utilizzare un terriccio universale di buona qualità, arricchito con materiali che favoriscano il drenaggio, come perlite, argilla espansa o sabbia silicea. Questi elementi aiutano a mantenere il giusto equilibrio tra ritenzione idrica e aerazione, evitando che le radici restino immerse in un ambiente troppo umido.
Allo stesso tempo, la Fatsia apprezza un terreno fertile, capace di fornire i nutrienti necessari per sostenere la crescita delle sue foglie ampie e lucide. L’aggiunta di compost maturo o humus di lombrico può fare la differenza, migliorando la struttura del terreno e arricchendolo di microelementi utili. Un terreno ben nutrito favorisce anche una maggiore resistenza agli stress ambientali, come sbalzi di temperatura o attacchi parassitari.
Per quanto riguarda il pH, la Fatsia japonica si adatta bene a terreni neutri o leggermente acidi, con valori compresi tra 6.0 e 7.0. Non è particolarmente esigente sotto questo aspetto, ma evitare terreni troppo alcalini può aiutare a prevenire carenze nutrizionali.
Infine, è importante ricordare che, se coltivata in vaso, la Fatsia va rinvasata ogni due o tre anni, scegliendo un contenitore leggermente più grande e rinnovando il substrato. Questo permette di mantenere il terreno fresco e vitale, favorendo una crescita sana e rigogliosa.
Concimazione
La concimazione della Fatsia japonica è un aspetto fondamentale per mantenere la pianta sana, vigorosa e con foglie lucide e rigogliose. Sebbene sia una specie rustica e poco esigente, una nutrizione equilibrata può fare la differenza, soprattutto durante i periodi di crescita attiva.
Durante la primavera e l’estate, quando la Fatsia entra nella sua fase vegetativa più intensa, è consigliabile somministrare un fertilizzante liquido bilanciato ogni due settimane. I concimi ideali sono quelli con una formula equilibrata di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), che favorisce lo sviluppo delle foglie, il rafforzamento delle radici e una crescita armoniosa.
In autunno e inverno, la pianta rallenta il suo metabolismo, quindi è opportuno sospendere la concimazione o ridurla drasticamente. In questa fase, la Fatsia si accontenta di un terreno stabile e ben strutturato, senza bisogno di ulteriori apporti nutritivi.
Se coltivata in vaso, è utile rinnovare il substrato ogni 2–3 anni, magari integrando con compost maturo o humus di lombrico, che arricchiscono il terreno in modo naturale e graduale. Questo tipo di concimazione organica migliora la struttura del suolo e favorisce la vita microbica, creando un ambiente ideale per le radici.
Potature
La Fatsia tende a crescere in modo piuttosto vigoroso, sviluppando ramificazioni abbondanti e foglie ampie che possono rendere l’aspetto generale un po’ disordinato nel tempo.
La potatura si effettua principalmente in primavera, quando la pianta riprende la sua attività vegetativa.
Un altro intervento utile è la pulizia delle foglie ingiallite o cadute, che possono accumularsi alla base e favorire l’insorgere di malattie fungine o la presenza di parassiti. La Fatsia, infatti, tende a perdere foglie durante la stagione di crescita, e una manutenzione regolare aiuta a preservare un ambiente sano attorno alla pianta.
Una seconda potatura può essere effettuata a fine estate, soprattutto se la pianta ha avuto una crescita molto rapida. Questo secondo intervento serve a riequilibrare la forma e a preparare la pianta all’arrivo dell’autunno, quando inizierà la fioritura. È importante evitare potature troppo drastiche in autunno inoltrato, per non esporre la pianta a stress prima del freddo.
Malattie
La Fatsia japonica, pur essendo una pianta robusta e generalmente poco soggetta a problemi, può talvolta essere colpita da alcune malattie e parassiti, soprattutto se coltivata in ambienti poco ventilati o con livelli di umidità non ottimali.
Uno dei disturbi più comuni è l’attacco da parte della cocciniglia farinosa, facilmente riconoscibile per la presenza di piccole macchie biancastre, spesso localizzate sulla pagina inferiore delle foglie. Queste macchie possono essere rimosse manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol, oppure si può lavare delicatamente la pianta con acqua e sapone neutro, facendo attenzione a non danneggiare il fogliame.
Un altro nemico frequente è il ragnetto rosso, un acaro che si manifesta con ingiallimenti fogliari, macchie giallo-marroni e, nei casi più gravi, sottili ragnatele visibili tra le foglie.
Oltre ai parassiti, la Fatsia può soffrire di marciume radicale, causato da un eccesso di irrigazione o da un terreno poco drenante. In questi casi, le foglie iniziano a ingiallire e la pianta appare appassita nonostante il terreno sia umido. È fondamentale intervenire tempestivamente, riducendo le annaffiature e, se necessario, rinvasando la pianta in un substrato più leggero e ben aerato.
Infine, anche bruciature fogliari possono verificarsi se la pianta è esposta al sole diretto, soprattutto nelle ore più calde. Le foglie colpite mostrano macchie secche e scolorite, spesso ai margini. Per evitarlo, è meglio collocare la Fatsia in una posizione di mezz’ombra o luce indiretta. I migliori prodotti li trovi nel nostro negozio qui nel sito.
Riproduzione
Seme
La riproduzione per seme della Fatsia japonica è un metodo meno comune rispetto alla talea, ma può dare buoni risultati se eseguito con attenzione.
Dopo la fioritura autunnale, si raccolgono i semi maturi e si seminano in un substrato leggero e drenante, mantenendo il terreno umido ma non fradicio. La germinazione avviene a 20–25 °C con luce indiretta. La crescita è lenta e le piantine vanno trapiantate con cura una volta sviluppate le prime foglie vere.
Talea
La Fatsia japonica si riproduce facilmente per talea, soprattutto in primavera o fine estate. Si prelevano rametti di circa 10–15 cm, preferibilmente con una foglia, e si immerge la base in ormone radicante per favorire lo sviluppo delle radici.
Le talee vanno piantate in un substrato leggero e ben drenato, mantenuto umido ma non bagnato. È utile coprire il vaso con plastica trasparente per creare un microclima favorevole, evitando però ristagni e muffe.
Dopo alcune settimane, le talee radicano e possono essere trapiantate. Il metodo garantisce piante identiche alla madre.
Margotta:
La margotta è una tecnica lenta ma efficace, che consente di moltiplicare la Fatsia senza interrompere il flusso di linfa, garantendo così una maggiore probabilità di successo rispetto alla talea.
La margotta è una tecnica di propagazione molto utile per ottenere nuove piante di Fatsia japonica identiche alla madre. Si pratica preferibilmente in primavera, quando la pianta è in piena attività vegetativa. Il procedimento consiste nel scegliere un ramo sano e lignificato, praticare un’incisione superficiale sulla corteccia e applicare dell’ormone radicante per stimolare la formazione delle radici.
Successivamente, si avvolge la zona incisa con terriccio umido, racchiuso in un involucro di plastica trasparente, creando così un ambiente favorevole alla radicazione. Durante le settimane successive, è importante mantenere il substrato umido e controllare lo sviluppo delle radici. Quando queste saranno ben formate, si potrà recidere il ramo dalla pianta madre e trapiantarlo in un vaso.








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